» Sei in: Le Ciampate del Diavolo a Tora e Piccilli


Viene chiamata ciampate del diavolo una zona di Tora e Piccilli (Localita' Foresta), nelle vicinanze del vulcano spento di Roccamofina, in cui sono presenti delle impronte umane fossili. La tradizione popolare del luogo ha dato questo nome (che in dialetto significa impronte del diavolo) a tali orme perché solamente un demone può camminare sulla lava vulcanica senza bruciarsi.

Le impronte, 56 in totale, furono lasciate da tre individui che scesero lungo il pendio qualche settimana dopo un'eruzione, quando il materiale depositato era ancora plastico; furono poi coperte da cenere vulcanica di una successiva fase esplosiva, che le ha conservate.

Successivamente sono state riportate alla luce dai processi erosivi. Le impronte sarebbero quindi attribuibili all'uomo di Heidelberg, il più vecchio del mondo escludendo l'Austrolopiteco, comparso circa cinque milioni di anni fa, ma appartenente al genere ominide, quello cioè delle scimmie morfologicamente simili all'essere umano, vissuto nel Pleistocene Medio e progenitore dell'uomo di Neanderthal.

Le orme più evidenti sono associate in tre piste che scendono un ripido pendio. Ogni pista possiede caratteri peculiari che forniscono dati interessanti sulle capacità di operare scelte di percorso e variazioni di andatura da parte degli autori delle orme. Le piste evidenziano inoltre deambulazione completamente bipede con utilizzo delle braccia solo in fase di appoggio e riequilibrio in settori a forte pendenza.

Conservate in un contesto ambientale del tutto particolare, le piste di Tora e Piccilli sono anche l'unico caso conosciuto dove siano presenti tracce delle mani che non siano tracciate o dipinte in modo rituale. I piedi degli individui, di cui è stato trovato anche il calco dell'alluce, misuravano circa 20 centimetri di lunghezza e 10 di larghezza (usando parametri "moderni" potremmo dire che calzavano il numero 34 di scarpa), la loro altezza si aggirava intorno al metro e mezzo e, soprattutto, il loro comportamento era simile al nostro.

Le orme procedono con passo costante e regolare lungo il pendio non troppo scosceso, a zig-zag, lungo il piano inclinato di tre metri e trasversalmente, per rendere il cammino meno difficile e faticoso, lungo il tratto che pende quattro metri. E forse proprio questo è il dato più stupefacente della scoperta perché fino a quel momento, infatti,erano state trovate tracce di impronte solo su superfici orizzontali. Molto interessante è il fatto che le “ciampate”, trovandosi in terreno non piano, offrono elementi fondamentali per lo studio e la visione della dinamica del movimento. Gli studiosi affermano, infatti, che la cosa più stupefacente è stata ripercorre il tragitto e scoprire che i piedi e le mani di “oggi” sono andati a toccare gli stessi punti toccati da quegli esseri, che, quindi, si muovevano come noi. 

Info utili: Numero telefonico Comune:0823.924760

Come arrivare:

- Da Napoli: uscita consigliata casello autostradale di Caianello, seguire le indicazioni sempre presenti per Mignano Monte Lungo e/o Galluccio. Dal casello dista circa 8 km.
- Da Roma: uscita consigliata casello autostradale di S.Vittore, seguire le indicazioni sempre presenti per Caianello. Dal casello dista circa 20 km.

















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