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La fondazione del convento di Teano risale alla prima metà del secolo XIV, quando i francescani Fra Martino da Campagnae Fra Nicola da Castellammare ne iniziarono l'edificazione autorizzata con la Bolla Sincerae devotionis affectus di papa Martino V del primo ottobre 1427.

Secondo un'antica tradizione, ripresa da storici come il Gonzaga, il convento sorse per incitamento di S. Bernardino da Siena che vi dimorò per qualche tempo. Al primo piano del convento una piccola cella, nella quale si vuole abbia dimorato il Santo, fu trasformata in cappella a lui dedicata ed il pozzo nel chiostro è da sempre chiamato Pozzo di San Bernardino perché cavato nel luogo indicato dal Santo.
Sin dai primi anni il convento ricevette generose donazioni dalla nobiltà e dai fedeli di Teano e fu ampliato con nuovi ambienti e con la chiesa, sorta accanto alla preesistente piccola cappella della SS. Trinità.

Appartengono difatti all'epoca della fondazione il refettorio ed il bel chiostro tardo gotico, che lo storico dell'Ordine francescano P. Cirillo Caterino definì “gioiello d'arte fra i più belli dell'epoca nel Mezzogiorno d'Italia”, interamente scolpito in tufo grigio locale, con i fasci di colonne separati dalle eleganti arcate ogivali da capitelli con ricca decorazione di figure zoomorfe e motivi vegetali, ornato in un capitello dallo stemma della famiglia teanese Martino de Carles grande benefattrice del convento. La chiesa, dedicata a S. Antonio di Padova, divenne ben presto meta di ferventi pellegrinaggi, mentre il convento ospitò frati di santa vita in numero sempre crescente; la festa di S. Antonio richiamò tanti pellegrini da dare origine alla famosa fiera tra le più importanti d'Italia per il commercio degli equini.

In pochi secoli al santuario furono aggiunte nuove fabbriche, come quella sulla sommità della collina, costruita nel 1740 per ospitare il seminario serafico; la chiesa fu splendidamente dotata di arredi e di altari. Fra i tanti ex voto offerti vi erano persino un enorme fanale e lo stendardo di una feluca turca, donati dal teanese cavalier Grimaldi, comandante di navi dei cavalieri di Malta nella battaglia di Lepanto, che assalito da agguerrite navi ottomane aveva invocato la protezione di S. Antonio.

Nel 1718 Gaetano Zarone, alla cui famiglia fu concessa la sepoltura al centro della navata che custodisce le spoglie del Vescovo Tommaso Zarone, fece erigere a sue spese il possente campanile. Tanto splendore di arte e tanta manifestazione di fede non valsero però ad arrestare la vandalica empietà delle truppe francesi del gen. Championnet che nel 1799 saccheggiarono e incendiarono chiesa e convento, dando alle fiamme la cospicua biblioteca e la statua del Santo.

Dopo la Restaurazione si dette avvio alla ricostruzione, ma l'Unità d'Italia riservò al convento la soppressione e la confisca. Alcuni frati riuscirono a permanervi con il compito di custodirlo, ma la politica anticlericale non consentì altro. Nel 1897 i frati poterono riacquistare il convento e dare inizio al restauro, compiuto nel 1903 con la riconsacrazione della chiesa, per opera del Guardiano P. Valentino Barile, furono infine rifatti gli stucchi esterni della chiesa e del campanile. 

Poco noto, ma di eccezionale importanza fu il ruolo del convento durante l'ultimo conflitto mondiale. In previsione dei bombardamenti su Napoli nel convento furono segretamente trasferiti ingenti fondi librari della Biblioteca Nazionale.

Il convento fu poi occupato dai tedeschi, trai i quali si trova anche un ufficiale medico, il capitano Maximilian Becker, che preoccupato per la distruzione di tante opere d'arte, si rese promotore di meritorie iniziative. Approssimandosi a Teano la linea di fuoco, organizzò il trasferimento di tutti quei libri, ben 680 casse, al castello di Spoleto e concepì un analogo piano di salvataggio delle opere d'arte della biblioteca e degli archivi di Montecassino.

Incoraggiato e sostenuto dai francescani P. Giovangiuseppe Carcaterra e P. Baldassarre Califano, si recò col P. Carcaterra a Montecassino per sottoporre il piano all'Abate Diamare ed ebbe parte nel provvidenziale trasferimento di quei tesori d'arte e di cultura.
Da qualche anno il Santuario di Teano, che il Ministro Provinciale P. Rufino Di Somma recentemente ha definito "Il Santuario dei ritorni", è tornato ad essere grande centro di intensa spiritualità per lo zelo di P. Nunzio Ammirati e di Fra Giovangiuseppe Esposito che hanno dato vita, tra l'altro, a incisive e moderne iniziative pastorali di considerevole rilevanza sociale.

Testi fornita da: www.prolocoteano.it















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